sabato 5 novembre 2011

Ravasi come Martini?

 [...] Il «Cortile [dei Gentili]» ricorda molto la cattedra dei non credenti di martiniana memoria. Chi si oppose e la contestò si beccò l’accusa di «oscurantista». Oggi l’hanno capito tutti che non è servita a niente. O meglio: è servita solo al cardinale Martini per diventare una celebrità mediatica, un antipapa di sinistra da opporre al reazionario Giovanni Paolo II, amato da «la Repubblica» e il «Corriere della Sera» e dal composito universo radical chic italiano.

Nel fervore «dialoghista» il cardinale Ravasi sceglie come interlocutore Julia Kristeva. Cioè psicoanalisi, semiotica e strutturalismo elevati all’ennesima potenza. La linguista francese intravvede all’orizzonte un «nuovo umanesimo». Voi pensate: cristiano? Macché, sciocchezze! Un umanesimo ostile alla Chiesa, poiché

mercoledì 18 maggio 2011

Uno Iota unum in forma di Romanzo


Scarica gratis le prime 16 pagine!
È arrivato il capolavoro della cattolicità in forma di romanzo!!!!
Il romanzo che Nanni Moretti avrebbe dovuto usare per l'omonimo film. Uno Iota unum in forma di Romanzo (Gnocchi e Palmaro).

Disponibile il libro Habemus Papam. Il romanzo originale negli stessi giorni in cui uscirà il film qui troverete il vero Habemus Papam! Un autentico thriller psico-religioso-fanta-vaticano che vi lascerà senza fiato sino all'ultima pagina!

Un intrigo infernale all'ombra del cupolone, una setta assassina fra le mura vaticane, un fraticello innocente come un agnello costretto a diventare un leone. Chi si cela dietro quella serratura sanguinante? Fra breve disponibile...
Basato su fatti reali.
Spedizione

mercoledì 24 marzo 2010

Aveva ragione Amerio!

Per rendere comprensibile al grande pubblico il dramma della frattura avvenuta durante il Concilio Vaticano II e in seguito è di grande utilità questo ottimo romanzo che racconta come sono andate davvero le cose.



…Paolo VI si fece leggere la lettera più volte, lacrime di dolore e di sconcerto gli rigarono il volto: “Mi hanno tradito! Mi hanno tradito! Oh mio Dio, aiutami! Il fumo di Satana si è infiltrato nella Tua Chiesa!”…



Da quella che è passata alla storia come la “notte oscura di Paolo VI”, nasce e si sviluppa l’ultimo romanzo di Rosa Alberoni: un avvincente e affascinante thriller ambientato all’interno delle mura vaticane, nel bel mezzo del Concilio Vaticano II.
Tra eresie mal celate, incontri segreti, progetti minacciosi, sofismi, trucchi e continui colpi di scena, Rosa Alberoni racconta in maniera mirabile il complotto di una minoranza organizzata che aveva l’obiettivo di scardinare il primato di Pietro, di respingere la Madonna come Madre di Cristo, di negare l’esistenza dei Santi e, ancor peggio, l’esistenza del diavolo, e di condurre la Chiesa Cattolica alla deriva protestante.
Ma proprio quando la battaglia sembra ormai perduta, in modo misterioso e Provvidenziale, la congiura viene scoperta.



Ha detto un anziano funzionario della Curia:

“C’è più verità in questo romanzo che in mille opere scritte sul Concilio Vaticano II”.


Ordini

martedì 1 settembre 2009

Un articolo buono e uno pessimo

L'Avvenire di oggi pubblica due articoli su Iota unum. Uno buono e uno pessimo. Non ci stupisce il cerchiobottismo di un giornale che ha come direttore Dino Boffo! Quello pessimo è di Roberto Beretta. Superficiale in maniera palese, con ogni certezza non ha letto il libro e fa il criticone senza entrare nel merito del libro. Non lo stiamo a criticare a nostra volta: lasciamo che abbai e tiriamo diritto.
Riproduciamo invece in parte l'articolo di Cesare Cavalleri.

Ma la tesi resta forte: il Vaticano II non ha affatto rotto col passato
di Cesare Cavalleri
Aveva diritto a un risarcimento il filosofo e teologo Romano Amerio che nel 1985 pubblicò il suo Iota unum e fu tacciato di anticonciliare, passatista, addirittura lefebvriano. Adesso che il ponderoso volume è disponibile [nell'edizione] Fede & Cultura, si può riflettere più serenamente non solo sulle questioni sollevate da Amerio, ma anche su tutto il periodo postconciliare. Lo «sdoganamento» di Amerio corona gli sforzi e la cocciutaggine del suo fedele discepolo Enrico Maria Radaelli, il quale, incoraggiato anche dal filosofo dell’Università Lateranense Antonio Livi, pubblicò nel 2005 un profilo del maestro ticinese, favorevolmente recensito dalla Civiltà cattolica nel 2007.

L’Osservatore romano, che nel 1985 non aveva pubblicato la recensione favorevole a Iota unum redatta dal prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano, Angelo Paredi, nel 2007 ha riservato ampio spazio al convegno indetto per il decennale della morte di Romano Amerio, pubblicando integralmente l’ampia relazione conclusiva di monsignor Agostino Marchetto. E qui tocchiamo un primo merito di Amerio, cioè di contrastare l’interpretazione del Vaticano II come discontinuità, svolta, rottura con la tradizione, quasi che da esso fosse nata una Chiesa diversa da quella fondata da Cristo.
È questa la tesi sviluppata nei cinque volumi della Storia del Concilio Vaticano II elaborata dall’Istituto per le Scienze religiose di Bologna, animato da Dossetti, Alberigo e Melloni (in ordine decrescente di statura), tesi che monsignor Marchetto, non solo nel convegno su Amerio ma anche in ponderosi volumi, ha saputo smantellare, con soddisfazione dell’Osservatore. Dunque, Romano Amerio è innanzitutto indomito paladino della continuità della tradizione, dalla consegna delle chiavi a Pietro fino alla fine dei tempi, attraverso tutti i Concili finora celebrati e quelli che seguiranno in futuro. Si tratta, per dirla coi classici, dello «sviluppo omogeneo del dogma».

Un secondo punto a favore di Amerio lo possiamo sintetizzare con le parole che un suo sincero estimatore, don Divo Barsotti, ebbe a scrivere in tempi non sospetti: «Amerio dice in sostanza che i più gravi mali presenti oggi nel pensiero occidentale, ivi compreso quello cattolico, sono dovuti principalmente a un generale disordine mentale per cui viene messa la caritas avanti alla veritas, senza pensare che questo disordine mette sottosopra anche la giusta concezione che noi dovremmo avere della Santissima Trinità».

Amerio dimostra che il dialogo non può essere separato dall’annuncio, allo scopo di favorire la libera conversione dell’interlocutore; che una pastorale valida non può non essere teologica, e che una teologia valida non può non avere un ancoraggio metafisico. È quanto ha sostenuto monsignor Mario Oliveri, vescovo di Albenga-Imperia, nel profilo di Amerio appena pubblicato su Studi cattolici.

È chiaro che il primato della verità sulla carità va inteso in senso ontologico, non cronologico, dato che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono coeterni e coessenziali. Nella pratica ascetica, dottrinale, pastorale, sociale, tutto si tiene, come indica Benedetto XVI nella Caritas in veritate segnalando «il bisogno di coniugare la carità con la verità non solo nella direzione, segnata da san Paolo, della veritas in caritate (Ef 4, 15), ma anche in quella, inversa e complementare, della caritas in veritate.

La verità va cercata, trovata ed espressa nell’"economia" della carità, ma la carità a sua volta va compresa, avvalorata e praticata nella luce della verità». Iota unum, che si presenta con una certa dispersione analitica, va interpretato alla luce di questo criterio unificante, peraltro senza l’esagerazione di presentare Amerio come nuovo san Tommaso.

martedì 28 aprile 2009

Iota unum di Romano Amerio disponibile!!!


DISPONIBILE finalmente!!!!
Dopo undici anni di assenza, il capolavoro assoluto della Tradizione Cattolica nel Novecento!!! Acquistalo online! L'unica riedizione fedele senza compromessi a Papa Benedetto XVI e al Magistero di sempre!

Romano Amerio
Iota unum
Studio sulle variazione della Chiesa Cattolica nel xx secolo

Prefazione di S.E. Mons. Luigi Negri
Testi di don Divo Barsotti e P. Giovanni Cavalcoli

Recensione
Le parole latine nel titolo del primo volume, "Iota unum", sono quelle di Gesù nel discorso della montagna: "Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure uno iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto" (Matteo 5, 17-18). Nel decennale della morte la Chiesa riscopre con grande fervore - dopo anni di dimenticanza e ostracismo - un suo figlio gigante del pensiero e del rigore nello studio della Chiesa pre e post-conciliare. La sua opera è una Summa di tutto lo scibile cattolico e delle variazioni che ne hanno offuscato la visibilità nel secolo ventesimo. Il nesso tra verità e amore, come si sa, è al centro dell'insegnamento di Benedetto XVI, ed è l’anima di quest’opera capace di fornire convincenti e saldi argomenti per avvalorare la fede nell’attuale clima di relativismo religioso conseguente alla rinuncia alla Verità.
L’Autore
Romano Amerio (1905-1997), filosofo e filologo di Lugano è il più rinomato studioso svizzero cattolico. Tradotta in sei lingue, la sua opera è riconosciuta come il massimo contributo all’individuazione della crisi della Chiesa nell’ultimo secolo e alla conservazione della grande tradizione filosofica tomistica. Riscoperto da “La Civiltà Cattolica” nel 2007 è il segreto ispiratore dell’enciclica papale “Caritas in Veritate”. Di Amerio Fede & Cultura ha pubblicato un inedito nel volume degli Atti del convegno a lui dedicato. Clicca sulla copertina qui sotto per informazioni.
Nota breve
L’opera magna del massimo pensatore della dottrina cattolica del secolo ventesimo
Argomento: Teologia, storia e dottrina della Chiesa Cattolica
Collana: Saggistica 28
Pagine 704
Altezza 24
Larghezza 15
Tipo di copertina: brochure
Prezzo: € 40,00 (estero e corriere 50,00) 3 copie sconto 15%
Isbn: 978-88-6409-007-8
acquista qui
DISPONIBILE!!!!

Opzioni